I prossimi mesi saranno un nuovo banco di prova per chi gestisce pagamenti e incassi digitali poiché l’European Payments Council (EPC) ha definito il calendario di adesione allo schema Verification of Payee (VoP), che diventerà obbligatorio dal 9 ottobre per tutti i prestatori di servizi di pagamento che operano con bonifici istantanei SEPA (SCT Inst). Vediamo quindi cosa comporta la Verification of Payee, le prossime scadenze e le implicazioni per i biller.

Le novità riguardano da vicino anche i biller (in particolare: pubbliche amministrazioni, utility, telco, assicurazioni) perché cambia le modalità con cui i pagamenti vengono verificati e vengono introdotti ulteriori sistemi di riduzione dei rischi legati a frodi o errori di digitazione.

Cosa prevede la VoP

La VoP introduce un controllo avanzato tra IBAN e nome del beneficiario. Quando un pagamento viene disposto, il prestatore di servizi del pagatore invia una richiesta al prestatore del beneficiario (o a un meccanismo di routing e verifica dedicato). La risposta può confermare la corrispondenza, segnalare una differenza parziale o indicare un errore.

Questo sistema, già sperimentato in altri Paesi europei, aumenta la trasparenza e consente al pagatore di sapere in anticipo se i dati inseriti sono corretti. Per i biller significa ricevere meno transazioni rifiutate e garantire un processo più sicuro per cittadini e clienti.

Il ruolo dell’EPC Directory Service

Per gestire le richieste di verifica, l’EPC ha istituito un registro centralizzato – l’EPC Directory Service (EDS) – che raccoglie le informazioni necessarie all’instradamento delle richieste VoP.

L’EDS contiene identificativi come BIC, ragione sociale, LEI o codice fiscale e fungerà da punto di riferimento per garantire uniformità e interoperabilità in tutta l’Eurozona. È già previsto lo sviluppo di interfacce API che renderanno il sistema più flessibile e integrabile con le soluzioni digitali esistenti.

Scadenze per l’adesione

L’EPC ha pianificato tre finestre di adesione, invitando i prestatori di servizi a completare l’iter nelle prime due per evitare ritardi operativi:

  • Prima finestra: fino a metà maggio
  • Seconda finestra: da metà maggio a fine giugno
  • Terza finestra: successiva, ma generalmente sconsigliata perché considerata troppo prossimo all’entrata in vigore.

I test tecnici sono iniziati nel mese di maggio e, fino a settembre, proseguiranno per validare l’interoperabilità del sistema, e a garanzia che tutti i partecipanti siano pronti entro il go-live di ottobre.

Per i soggetti che incassano grandi volumi di pagamenti, la VoP nasce come un adeguamento normativo ma offre, in realtà, una opportunità importante per favorire la riduzione delle frodi legate a IBAN falsi o manipolati, creare nei clienti maggiore fiducia nei confronti dei pagamenti digitali e generare processi di riconciliazione più fluidi, con meno scarti o correzioni manuali.

Operando in un settore in cui efficienza e compliance sono requisiti imprescindibili, posizionarsi per tempo permette di non trovarsi in difficoltà operativa nei prossimi mesi.

Guardare oltre l’adeguamento

L’implementazione della VoP si inserisce in un percorso più ampio di evoluzione dei pagamenti digitali in Europa. Adottare soluzioni già pronte a supportare questi requisiti permette ai biller di rispettare la normativa e di sfruttare nuove opportunità di innovazione nei processi di incasso.

Chi si sta preparando oggi offre ai propri clienti la possibilità di arrivare all’appuntamento di ottobre con un’infrastruttura già testata, capace di garantire sicurezza, continuità e un’esperienza di pagamento più affidabile per i clienti finali.

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